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Gestionale in Excel: quando basta e quando è ora di cambiare

6 min di letturaVELOCIA · Milano

Francesco Caruccio di VELOCIA con un'impiegata nel suo ambiente di lavoro

In quasi tutte le aziende che visitiamo c’è un file che si chiama più o meno «Commesse_2024_DEFINITIVO_v3.xlsx». Lo ha creato anni fa una persona precisa, per tenere in ordine una cosa sola. Poi si è allargato: una colonna per lo stato, una per il fornitore, un foglio per i preventivi, una macro per le stampe.

È un gestionale in Excel, e non c’è niente di sbagliato. Excel è probabilmente il programma gestionale più diffuso che esista, proprio perché è già lì, lo sanno usare tutti e non costa niente in più. Il punto non è se sia giusto o sbagliato. È capire fin dove arriva, e riconoscere il giorno in cui ha smesso di reggere.

Partiamo dalla domanda che tanti fanno a Google.

Come fare un gestionale con Excel, e fin dove arriva

Si può, e si fa bene con poche regole. Una tabella per ogni cosa che gestisci (clienti, commesse, preventivi), una riga per elemento, una colonna per dato, senza celle unite e senza colori al posto dei dati. Le tabelle strutturate, la convalida dei dati per i campi a scelta, il cerca verticale o le tabelle pivot per collegare e riassumere. Un foglio così regge bene per anni.

Regge finché valgono tre condizioni. Lo usa una persona sola, o poche a turno. I dati sono nell’ordine delle centinaia o di qualche migliaio di righe. Nessuno deve entrare dall’esterno: né un collega di un altro reparto, né un cliente che vuole sapere a che punto è il suo lavoro.

Quando una delle tre salta, il foglio non si rompe di colpo. Comincia a costare tempo, in un modo che nessuno misura.

Il foglio condiviso in rete, con Excel online o Google Fogli, risolve una cosa sola: due persone possono lavorarci insieme. Non risolve le altre. I dati continuano a non avere regole, i documenti continuano a nascere copiando, e chi entra vede tutto o niente.

Quando il gestionale in Excel basta davvero

  • L’attività è di una persona o di un piccolo gruppo che lavora nella stessa stanza.
  • Quello che gestisci non ha passaggi fra reparti: parte e finisce sulla stessa scrivania.
  • Non ci sono documenti da produrre in serie a partire dai dati.
  • I dati non devono finire in un altro programma, oppure ci finiscono una volta al mese, a mano, e va bene così.
  • Stai ancora capendo come lavorare: il foglio cambia ogni settimana, e un software rigido sarebbe un freno.

L’ultimo punto è importante. Un foglio che cambia continuamente è il segno che il processo non è ancora stabile, e un gestionale costruito su un processo instabile va rifatto dopo sei mesi. Meglio Excel, per ora.

I segnali che il gestionale in Excel non regge più

Li sentiamo raccontare quasi con le stesse parole, azienda dopo azienda.

  • Ci sono più versioni dello stesso file, e nessuno è sicuro di quale sia quella buona.
  • Le formule le conosce una persona sola. Se è in ferie, il foglio è intoccabile.
  • Gli stessi dati si scrivono due volte: nel foglio e nel programma di contabilità, oppure nel foglio e nel preventivo.
  • Due persone devono lavorarci insieme e una delle due aspetta che l’altra chiuda il file.
  • I documenti si producono copiando e incollando dal foglio in Word.
  • Nessuno sa chi ha cambiato cosa, e quando un numero è sbagliato non si risale all’origine.
  • Un cliente chiede «a che punto siamo» e la risposta richiede di aprire tre file e fare una telefonata.

Se ne riconosci tre, il foglio sta facendo il lavoro di un gestionale senza esserlo. È il caso tipico della gestione delle commesse, dove ore, materiali e stato di avanzamento finiscono su file diversi che nessuno riesce più a far tornare.

Cosa costa tenere Excel oltre il suo limite

Non lo diciamo con percentuali, perché ogni azienda è diversa e i numeri inventati non servono a nessuno. Lo diciamo con tre voci che chiunque può stimare da solo.

  • Il tempo. Quanti minuti al giorno passano le persone a cercare il file giusto, ricopiare dati, sistemare formule che si sono rotte. Moltiplicato per le persone e per i giorni lavorativi dell’anno.
  • Gli errori. Un numero ricopiato male in un preventivo, una commessa dimenticata perché la riga era filtrata, una versione vecchia mandata al cliente.
  • La dipendenza. Un’azienda che non può fare a meno di una persona perché è l’unica che capisce il foglio ha un rischio che non compare in nessun bilancio.

Quando queste tre voci superano il costo di un software, è il momento di cambiare. Su quanto può costare abbiamo scritto una guida a parte: quanto costa un software gestionale personalizzato.

Da Excel a un gestionale senza buttare via il lavoro

Ecco la parte che spesso nessuno dice: il foglio che hai costruito in anni non è un problema da buttare. È la specifica migliore che esista per il software che verrà.

  • Ogni colonna è un campo. Il foglio dice già quali dati servono, in che ordine, con quali valori ammessi.
  • Ogni formula è una regola. Il calcolo del margine, la scadenza che si sposta, il totale che cambia con lo sconto: sono le regole del processo, già scritte.
  • Ogni scheda è un’area. Se hai un foglio per i preventivi e uno per le commesse, hai già disegnato le aree del gestionale e il passaggio fra le due.
  • Le colonne che nessuno compila più dicono cosa non serve, e sono preziose quanto le altre.

Il lavoro di chi costruisce il gestionale parte da lì: legge il foglio con te, capisce cosa fai a mano fra un foglio e l’altro, e traduce. I dati storici si importano, puliti. E Excel non sparisce: resta lo strumento giusto per analizzare i dati che il gestionale esporta, che è il lavoro per cui era nato.

Per chi lo usa ogni giorno cambiano quattro cose. Un dato si scrive una volta sola e compare dove serve. Ogni modifica ha un autore e una data, quindi un errore si rintraccia. Ogni persona vede la parte che le compete, e un cliente può vedere solo la sua pratica. I documenti escono dal sistema già compilati, con il modello giusto. Nessuna di queste quattro cose è possibile in un foglio, per quanto ben fatto.

Se invece il dubbio è se ti serva un prodotto già fatto o un software costruito apposta, la differenza è spiegata in gestionale standard o su misura. Spesso la risposta è un prodotto standard per la contabilità e un gestionale su misura per il processo che oggi vive nel foglio.

In pratica

  1. Apri il foglio più importante dell’azienda e conta quante persone lo usano e quante lo capiscono davvero.
  2. Segna per una settimana ogni volta che un dato viene ricopiato da un file a un altro.
  3. Elenca i documenti che oggi nascono copiando dal foglio.
  4. Chiedi a chi ha costruito il foglio di spiegare le tre formule più importanti a un collega: se non ci riesce in dieci minuti, hai trovato il rischio.
  5. Salva una copia del foglio così com’è: sarà il punto di partenza di chi costruirà il software.

Noi costruiamo gestionali su misura partendo quasi sempre da un foglio Excel: è il modo più concreto per capire come lavora un’azienda. Se il tuo ha smesso di reggere, raccontacelo nella pagina sul software gestionale su misura: leggiamo il foglio con te e prepariamo il preventivo.

Come costruiamo i gestionali su misura

Francesco CaruccioFondatore di VELOCIA · software su misura da 18 anni, Milano

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