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Note spese: come si compilano e come farle dal telefono

11 min di letturaVELOCIA · Milano

Francesco Caruccio di VELOCIA ascolta un tecnico

Le note spese sono il documento con cui un dipendente o un collaboratore elenca le spese anticipate per lavoro e ne chiede il rimborso all’azienda. Deve dire chi ha speso, quando, dove, perché e quanto, con lo scontrino o la fattura di ogni voce, il totale da rimborsare e la firma di chi approva. Non esiste un modello obbligatorio.

Ti riconosci? Un tecnico torna da due giorni di trasferta con gli scontrini sul cruscotto del furgone: pedaggio, albergo, cena, parcheggio. Un paio li ha persi, uno è sbiadito. A fine mese li incolla su un foglio e scrive a penna «trasferta cliente». In amministrazione l’impiegata deve capire quale scontrino va con quale intervento, chiedere dov’è la ricevuta dell’albergo e rifare il totale, che non torna. Il rimborso slitta di un mese e il tecnico, la volta dopo, gli scontrini non li tiene nemmeno.

In breve

Cos’è una nota spese e a cosa serve

La nota spese serve a tre cose insieme: rimborsare chi ha anticipato, caricare il costo sul lavoro giusto e difendere la spesa davanti al fisco. Per il tecnico è la richiesta dei suoi soldi. Per te è il modo di sapere quanto è costata davvero quella trasferta e quale commessa deve assorbirla. Per il commercialista è la prova che la spesa riguarda l’azienda e non la vita privata di chi l’ha fatta.

Ogni azienda sceglie il suo modulo, di carta o digitale. Quello che la legge pretende non è il modulo, ma la prova: chi ha speso, perché e con quale documento. Lo stesso modello vale per dipendenti, collaboratori e amministratore, con un trattamento fiscale che può cambiare: lì decide il tuo consulente.

Attenzione, perché Google mescola le due cose: la «nota spese» dell’avvocato è il conto che il difensore presenta al giudice per farsi liquidare compensi e spese di una causa, con regole sue. Qui parliamo di quella aziendale.

Cosa deve contenere una nota spese: le dieci voci e un esempio compilato

Una nota spese completa ha dieci voci, e le prime nove le compila chi ha speso. Contate a mano:

  1. Chi presenta la nota: nome e cognome, reparto o matricola.
  2. L’azienda a cui la presenta.
  3. Il periodo e il luogo: data di partenza e di rientro, destinazione.
  4. Il motivo, preciso: «intervento sul quadro elettrico del cliente di Lodi, commessa 114», non «viaggio di lavoro».
  5. Ogni spesa su una riga sua: data, tipo (viaggio, vitto, alloggio, altro) e importo esatto dello scontrino.
  6. Come l’hai pagata: carta personale, contanti o carta aziendale. Le righe con la carta dell’azienda si scrivono, ma non si rimborsano.
  7. Il giustificativo di ogni riga, allegato o fotografato.
  8. I chilometri con il mezzo proprio: partenza, arrivo, chilometri, veicolo e tariffa.
  9. Il totale da rimborsare, già al netto degli anticipi ricevuti.
  10. La firma di chi la presenta e l’approvazione del responsabile.

L’esempio, con numeri inventati per far tornare i conti. Un tecnico va due giorni da un cliente a 90 chilometri con il furgone suo, dorme una notte in albergo e compra in ferramenta un pezzo urgente con la carta dell’azienda. Prima di partire ha avuto 50 € di anticipo.

VocePagata conImportoDa rimborsare
Pedaggio, andata e ritornoCarta personale12,40 €12,40 €
Albergo, una notteCarta personale89,00 €89,00 €
CenaCarta personale24,50 €24,50 €
PranzoCarta personale13,00 €13,00 €
ParcheggioContanti6,00 €6,00 €
Pezzo in ferramentaCarta aziendale38,20 €0,00 €
Chilometri, 180 × 0,40 €Mezzo proprio72,00 €72,00 €
Totale255,10 €216,90 €

Anticipato dal tecnico

216,90 €righe pagate di tasca sua, chilometri compresi

Anticipo ricevuto

50,00 €da togliere dal totale

Da rimborsare

166,90 €in busta paga o con un bonifico

Dal totale si tolgono i 50 € di anticipo: al tecnico vanno 166,90 €. Il pezzo di ferramenta compare lo stesso, così l’amministrazione abbina il movimento della carta aziendale allo scontrino, ma non genera un credito.

La tariffa per chilometro la fissa l’azienda partendo dalle tabelle ACI del veicolo; nell’esempio è 0,40 €. Una riga per ogni scontrino, mai due spese sommate in una riga: è la regola che fa risparmiare più tempo a chi controlla.

Francesco Caruccio di VELOCIA nel posto di lavoro dell'impiegata amministrativa
Una riga per ogni scontrino, mai due spese sommate in una riga.

Quali scontrini e giustificativi servono per il rimborso

Per ogni riga serve un documento che dica quanto hai pagato e per cosa: scontrino o documento commerciale, ricevuta, fattura intestata all’azienda, biglietto del treno o carta d’imbarco. Deve essere leggibile, con la data dentro il periodo della trasferta e l’importo uguale a quello nella nota. Per il vitto conviene lo scontrino «parlante», con la descrizione di cosa hai consumato, oppure la fattura.

Gli scontrini su carta termica sbiadiscono in pochi mesi. Per questo la copia va fatta subito, con una foto dal telefono. Una foto nella galleria salva l’importo, non il valore del documento: per tenerli solo in digitale serve un processo di conservazione che garantisca che il file non sia cambiato e si ritrovi.

Lo scontrino che resta in tasca è un rimborso che non parte.

Una regola recente, da verificare con il consulente: per vitto, alloggio, taxi e noleggio con conducente in Italia il pagamento tracciabile (carta, bonifico, app) è una condizione per il trattamento fiscale di favore del rimborso. Lo scontrino in contanti resta vero, ma può costare di più all’azienda. Va scritto nella procedura, insieme ai massimali per un pranzo e per una notte.

E se lo scontrino è perso? Le fonti non sono d’accordo: c’è chi dice che il rimborso salta e chi ammette una dichiarazione firmata da chi ha speso. Decide la tua procedura, con il consulente.

Chi approva la nota spese, chi la paga e per quanto si conserva

Il giro è sempre lo stesso: chi ha speso compila e firma, il responsabile approva, l’amministrazione controlla i giustificativi, paga e registra. Se manca un dato la nota torna indietro, ed è lì che si perdono le settimane. Una procedura scritta, anche di una pagina, dice quali spese sono ammesse, con quali massimali, chi approva ed entro quando si consegna la nota, così entra nel cedolino del mese.

Quanto spetta dipende dal sistema scelto, e sono tre. Con il rimborso analitico, detto a piè di lista, restituisci quello che il tecnico ha speso e documentato, entro i massimali. Con il forfettario gli riconosci un’indennità fissa al giorno, senza scontrini per vitto e alloggio ma con la trasferta documentata; le fonti riportano una soglia giornaliera esente da tasse (46,48 € in Italia e 77,47 € all’estero), ridotta se l’azienda paga anche vitto o alloggio: cifre e casi li confermi con il consulente. Con il misto una parte è a forfait e il resto a piè di lista. Quale dei tre usi va scritto nella procedura prima della partenza, non deciso a fine mese sulla nota.

Il pagamento arriva in busta paga, come voce separata dallo stipendio, oppure con un bonifico a parte che richiama la nota nella causale. In contabilità ogni riga va sul suo conto e sulla sua commessa; finché non paghi, la somma anticipata è un debito dell’azienda verso il tecnico, e le righe con la carta aziendale si abbinano al movimento sul conto. Un rimborso documentato bene non fa reddito per chi lo riceve; documentato male, può diventare un costo che l’azienda non deduce.

Quanto si conserva: la nota e i suoi giustificativi sono documenti contabili e il codice civile (articolo 2220) chiede di tenerli dieci anni. Si possono tenere solo in digitale, a patto che il processo rispetti le regole sui documenti informatici. La busta di scontrini sbiaditi in un raccoglitore, per dieci anni, è il modo peggiore.

Francesco Caruccio di VELOCIA a colloquio con il titolare dell'azienda
Se manca un dato la nota torna indietro, ed è lì che si perdono le settimane.

Modulo di carta, Excel o app: come si fanno le note spese oggi

Le strade sono tre e si distinguono per una cosa sola: dove nasce il dato, se sul tavolo dell’amministrazione a fine mese o sul telefono del tecnico nel momento in cui paga. Con il modulo e con il foglio Excel il dato nasce dopo, da scontrini che hanno viaggiato. Con l’app nasce subito.

StradaPregiDove si rompePer chi va bene
Modulo di cartaNon costa niente, lo capisce chiunque, si firma a pennaScontrini incollati, causali a penna, totali da rifare, copie che non tornanoChi fa una trasferta ogni tanto
Foglio ExcelTotali con le formule, un file per persona o per meseGli scontrini stanno altrove, il file passa per mail e le versioni si moltiplicanoChi ha due o tre persone in giro e trasferte ogni settimana
App collegata al gestionale, pronta o su misuraFoto allo scontrino appena pagato, data e importo letti da soli, approvazione dal telefono, nota che finisce in busta paga e sulla commessaSe la tua procedura non è quella prevista dal prodotto (commesse, cantieri, massimali per ruolo) ti adatti tu al programmaChi ha tecnici o commerciali fuori ogni giorno

Un’app pronta per le note spese spesso basta, e molte sono fatte bene. I segnali che non basta più sono sempre gli stessi: «le note le ricopiamo nel gestionale a mano», «i chilometri li prendiamo dal foglio presenze», «i tecnici hanno già un’app per i rapportini e non ne vogliono un’altra». Chi ha dato una carta aziendale a chi viaggia ha già tolto molte righe: restano chilometri, contanti e scontrini da abbinare.

Ti richiamiamo entro 30 secondi

Se i tuoi tecnici tornano con gli scontrini in tasca e a fine mese qualcuno ricopia tutto in un foglio, raccontacelo: ti diciamo se basta un’app pronta o se conviene farla sul tuo gestionale.

Raccontaci come fate le note spese
Francesco Caruccio di VELOCIA e un'agente di commercio durante una pausa caffè
Con il modulo e con il foglio Excel il dato nasce dopo, da scontrini che hanno viaggiato.

Come fare la nota spese dal telefono, senza ricopiare niente

La nota spese giusta è quella che il tecnico non compila: la compone l’app, uno scontrino alla volta, nel momento in cui paga. Nelle app che costruiamo per chi lavora fuori: il tecnico fotografa lo scontrino all’uscita dal ristorante, l’app legge data, importo ed esercente con l’intelligenza artificiale e propone il tipo di spesa; lui conferma, dice come ha pagato e la riga si attacca all’intervento in corso, lo stesso del rapportino di intervento compilato in app, quindi alla commessa giusta. I chilometri arrivano dal giro della giornata, non da una stima a fine mese, come le ore nell’articolo sul software per la rilevazione delle presenze.

Il responsabile vede la nota crescere durante la trasferta e la approva dal telefono con un tocco, o la rimanda indietro sulla riga sbagliata. L’amministrazione riceve note già controllate, con le righe della carta aziendale abbinate ai movimenti, il totale pronto per il cedolino e ogni giustificativo archiviato accanto alla sua nota per dieci anni. Il tempo che oggi va in ricopiare e cercare sparisce, perché il dato è stato scritto una volta sola, da chi aveva lo scontrino in mano. È uno dei primi processi da sistemare quando si comincia ad automatizzare i processi in una PMI: piccolo, ripetitivo, uguale ogni mese.

In pratica: cinque cose da fare questa settimana

  1. Conta le note spese dell’ultimo mese e quante sono tornate indietro per un dato mancante: è la misura del problema.
  2. Prendi una nota a caso e controlla le dieci voci qui sopra, soprattutto motivo e modo di pagamento.
  3. Scrivi la procedura in una pagina: spese ammesse, massimali, chi approva, entro quando si consegna, quale sistema di rimborso usate. Falla leggere al consulente.
  4. Decidi dove vive lo scontrino: busta, cartella o app. Una risposta sola, uguale per tutti, e la foto il giorno stesso.
  5. Se i tuoi tecnici hanno già un’app per rapportini o presenze, o se la nota deve finire sulla commessa, fatti scrivere una proposta con il perimetro prima di comprare un’altra app.

Costruiamo app che fanno la nota spese dal furgone

Sviluppiamo software da 18 anni, a Milano, con un team di programmatori, sistemisti, designer esperti di UX, data scientist ed esperti di intelligenza artificiale. Per chi ha persone che lavorano fuori costruiamo app aziendali su misura in cui rapportino, presenze, chilometri e note spese sono un percorso solo, collegato al gestionale e al programma delle paghe che hai già.

Prima di ogni impegno ricevi una proposta scritta con il perimetro, e il software resta tuo, con i sorgenti. Se vuoi capire se nel tuo caso basta un’app pronta o conviene farla sul tuo modo di lavorare, raccontaci come fate oggi le note spese nel modulo qui sotto: ti richiamo io entro 30 secondi.

Come costruiamo i gestionali su misura

Francesco CaruccioFondatore di VELOCIA · software su misura da 18 anni, Milano

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Raccontaci come lavori oggi: quali file usi, quali passaggi fai, chi fa cosa. Non serve una specifica tecnica. Ti richiamiamo entro 30 secondi e ne parliamo.

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La richiesta arriva direttamente al fondatore: ti richiama lui entro 30 secondi, anche la sera e nel fine settimana. Nessun acquisto, nessun impegno.

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