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Intelligenza Artificiale

Agenti AI: cosa sono e cosa possono fare in un’azienda

9 min di letturaVELOCIA · Milano

Il posto di lavoro di una responsabile operativa, con Francesco Caruccio di VELOCIA sullo sfondo

Gli agenti AI sono programmi che usano un modello di intelligenza artificiale per raggiungere un obiettivo da soli, passo dopo passo: leggono una richiesta, scelgono quale strumento usare (la posta, il gestionale, un documento), controllano il risultato e decidono il passo successivo. A differenza di una chat non si limitano a rispondere: agiscono, entro i permessi che gli dai.

Da un anno a questa parte non c’è newsletter, convegno o fornitore che non ne parli. Se guidi un’azienda probabilmente ti sei chiesto cosa cambia, in concreto, per il tuo ufficio. Qui trovi cosa fa un agente, in cosa è diverso da una chat, cosa può fare in una PMI e dove sta il rischio.

Partiamo da una scena. Arriva un’email da un cliente: chiede a che punto è la sua pratica e allega un documento che mancava. Oggi qualcuno legge l’email, apre il gestionale, cerca la pratica, salva l’allegato nella cartella giusta, aggiorna lo stato e risponde. Sono cinque passaggi, tutti a mano. Un agente AI è un programma che fa quei cinque passaggi da solo, uno dopo l’altro, e si ferma a chiedere conferma nei punti in cui hai deciso che deve chiedere.

Tutto qui. Il resto è dettaglio, ma è il dettaglio che decide se funziona.

Cosa sono gli agenti AI, detto in una riga

Un agente AI riceve un obiettivo, ha a disposizione degli strumenti, decide quale usare a ogni passo e va avanti finché l’obiettivo è raggiunto o finché serve una persona. Quattro elementi, e vale la pena guardarli uno per uno.

  • L’obiettivo. Non un comando singolo («traduci questo testo») ma un risultato da ottenere («gestisci questa email in arrivo secondo le nostre regole»).
  • Gli strumenti. Le cose che l’agente può fare nel mondo: leggere la posta, cercare nel gestionale, salvare un documento, compilare un modulo, mandare una risposta. Ogni strumento è una porta che tu decidi di aprire.
  • I passi. A ogni passo il modello guarda cosa ha davanti, sceglie lo strumento, legge il risultato e decide il passo successivo. È questo ciclo che lo distingue da una chat.
  • I controlli. I punti in cui l’agente si ferma e aspetta una persona. Prima di inviare qualcosa a un cliente, prima di modificare un importo, prima di chiudere una pratica.

Il modello di linguaggio, quello di cui si parla sempre, è solo il cervello che sceglie i passi. Da solo non fa niente. Gli strumenti, le regole e i controlli sono il lavoro vero, ed è lavoro di sviluppo software.

Cosa si intende per agentic AI

«Agentic AI», che qualcuno traduce con intelligenza artificiale agentica, è il nome del modo di lavorare, non di un prodotto: l’intelligenza artificiale usata per portare a termine compiti in più passi invece che per rispondere a una domanda. Quando un fornitore dice che il suo programma è «agentico», la domanda da fargli è sempre la stessa: quali azioni può fare da solo, su quali dati, e dove si ferma ad aspettare una persona.

Assistente AI e agente AI: la differenza

È la domanda più cercata su Google dopo «cosa sono», e la risposta sta in un verbo. L’assistente risponde. L’agente agisce.

AspettoAssistente AIAgente AI
Cosa riceveUna domanda o un testoUn obiettivo da raggiungere
Cosa restituisceUna risposta, che poi usi tuUn risultato ottenuto usando gli strumenti
Quanti passaggiUno: domanda e rispostaMolti, decisi strada facendo
Accesso ai tuoi sistemiDi solito nessunoQuello che gli concedi, strumento per strumento
Chi controllaTu, leggendo la rispostaTu, nei punti di conferma che hai scelto
Rischio se sbagliaUna risposta sbagliata sullo schermoUn’azione sbagliata nei tuoi dati o verso un cliente

L’ultima riga è quella da tenere a mente. Un assistente che sbaglia ti fa perdere un minuto. Un agente che sbaglia senza controlli manda un’email sbagliata a un cliente o cambia un dato in una pratica. Per questo i controlli non sono un accessorio: sono il progetto.

Se hai già in mente un compito che vorresti affidare a un agente, raccontacelo nel modulo in fondo alla pagina: ti richiamiamo entro 30 secondi e ti diciamo con franchezza se ha senso e da quale livello partire.

Quali sono i tipi di agenti AI

Sui manuali trovi classificazioni accademiche, come i «quattro tipi di intelligenza artificiale», che servono a un esame più che a un’azienda. La distinzione che ti serve davvero è un’altra: quanto l’agente può fare da solo.

  1. Legge soltanto. Cerca, raccoglie, riassume. Non modifica nulla. Esempio: ogni mattina prepara un riepilogo delle pratiche con una scadenza nei prossimi sette giorni.
  2. Propone. Prepara l’azione e la mette in attesa. Esempio: compila la nuova pratica con i dati dell’email e ti chiede di confermarla.
  3. Agisce con conferma sui passi delicati. Esegue tutto da solo tranne i passaggi che hai marcato: l’invio al cliente, la modifica di un importo, la chiusura.
  4. Agisce da solo. Nessuna conferma. Va bene solo per compiti in cui un errore costa poco ed è facile da correggere, come l’archiviazione di documenti in cartelle.

Un buon progetto parte dal primo livello e sale solo quando il sistema ha dimostrato di non sbagliare su quel tipo di compito. Chi ti propone di partire dal quarto livello ti sta vendendo un rischio.

Esempi di agenti AI in una PMI

La posta in arrivo di un ufficio pratiche

L’agente legge ogni email, capisce se è una nuova richiesta, un documento per una pratica aperta o una domanda sullo stato. Nel primo caso prepara la pratica e la mette in attesa. Nel secondo aggancia l’allegato alla pratica giusta e aggiorna l’elenco dei documenti mancanti. Nel terzo scrive una bozza di risposta con lo stato reale letto dal gestionale. Una persona apre la coda al mattino e conferma, corregge o scarta.

Il documento che arriva scansionato

Un modulo compilato a mano, una fattura del fornitore, una certificazione fotografata con il telefono. L’agente lo legge con un modello di visione, capisce cos’è, estrae i campi che servono, li confronta con quello che c’è già nel gestionale e segnala se qualcosa non torna. È un lavoro che abbiamo fatto davvero: in un progetto per uno studio professionale il software legge i documenti scansionati con un modello di visione, ne estrae i dati in campi strutturati e li propone, e una persona li conferma prima che entrino nel gestionale. Il come lo abbiamo raccontato in OCR e intelligenza artificiale: come un software legge i documenti.

Il sollecito che nessuno ha tempo di fare

Ogni settimana l’agente controlla quali pratiche aspettano un documento dal cliente da più di un certo numero di giorni, prepara un promemoria personalizzato e lo mette in coda. Chi segue la pratica lo legge e lo manda con un clic, oppure decide che con quel cliente è meglio telefonare. Nessuno deve più ricordarsi di controllare.

In tutti e tre i casi l’agente vive dentro un software costruito sul processo dell’azienda, con accesso ai dati giusti e alle regole giuste. Non è un prodotto da scaricare. È il motivo per cui il primo passo è quasi sempre mettere ordine nel processo, come spieghiamo in automazione dei processi aziendali: da dove si comincia.

Qual è il migliore agente AI

Anche questa domanda arriva spesso e anche questa ha una risposta scomoda: non esiste «il migliore» in astratto, perché l’agente non è un prodotto finito. È un modello di linguaggio più gli strumenti che gli dai, più le regole che scrivi, più i controlli che imponi. Due aziende con lo stesso modello e strumenti diversi hanno due agenti completamente diversi.

I modelli dei grandi produttori si assomigliano sempre di più e si superano a vicenda ogni pochi mesi. Un software fatto bene permette di cambiarlo senza rifare il resto. Quello che non si cambia con un clic è il lavoro sugli strumenti e sulle regole: è lì che si concentra il valore, ed è lì che vale la pena spendere. Ne abbiamo parlato più in generale in intelligenza artificiale in azienda: cosa fa davvero e cosa no.

I limiti che nessuno ti dice

Permessi. Un agente che può inviare email può inviare email sbagliate. Ogni strumento che gli apri va limitato al minimo: quella casella, quelle pratiche, quei campi. È la stessa logica con cui dai le chiavi a un nuovo assunto.

Errori. Il modello a volte capisce male o inventa. In un compito a più passi un errore al primo passo si trascina fino in fondo. Si gestisce con controlli incrociati sui dati, con conferme sui passi delicati e con un registro di tutto quello che l’agente ha fatto, così quando qualcosa non torna si vede dove.

Costi. Ogni passo dell’agente è una chiamata a un modello e ha un costo, piccolo ma moltiplicato per i passi e per il volume. Un agente che fa cento passi per gestire un’email non conviene. Il perimetro va disegnato con cura, e va misurato.

Verifica. Prima di mettere un agente in produzione si prova su casi reali già chiusi, confrontando quello che avrebbe fatto con quello che ha fatto una persona. Se non c’è questa prova, non c’è un motivo per fidarsi.

Dati dei clienti. L’agente lavora su informazioni di terzi. Quali servizi usa, dove passano i dati e con quali garanzie contrattuali sono domande da fare prima, insieme al proprio consulente sulla protezione dei dati.

In pratica: come iniziare a usare gli agenti AI

  1. Scegli un compito ripetuto che oggi richiede più di tre passaggi a mano, dall’arrivo dell’informazione alla chiusura.
  2. Scrivi i passaggi in fila, come li spiegheresti a un nuovo assunto. Se non riesci a scriverli, l’agente non può farli.
  3. Segna accanto a ogni passaggio quale sistema tocca: posta, gestionale, cartelle, un documento.
  4. Decidi dove vuoi una conferma umana. Di solito è dove un errore arriva a un cliente o tocca un importo.
  5. Conta quante volte a settimana quel compito si ripete: è il numero che dice se vale l’investimento. Come si costruisce poi l’agente, passo per passo, lo spieghiamo in come creare agenti AI per la tua azienda.

Noi costruiamo agenti dentro software su misura: strumenti limitati al necessario, regole scritte con chi fa il lavoro, conferme nei punti giusti e un registro di ogni azione. Trovi cosa realizziamo nella pagina dei servizi e come lavoriamo con l’intelligenza artificiale nella pagina sull’intelligenza artificiale per le aziende. Se hai in mente un compito che vorresti affidare a un agente, raccontacelo nel modulo qui sotto: ti diciamo con franchezza se ha senso.

Come usiamo l'intelligenza artificiale

Francesco CaruccioFondatore di VELOCIA · software su misura da 18 anni, Milano

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