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Intelligenza artificiale per avvocati: quale usare e come

9 min di letturaVELOCIA · Milano

Francesco Caruccio di VELOCIA ascolta un'avvocata nello studio

L’intelligenza artificiale per avvocati oggi serve soprattutto a leggere, riassumere e preparare prime bozze: atti, contratti, documenti dei clienti, ricerche di giurisprudenza. Le strade sono tre: una chat generalista come ChatGPT o Claude, un prodotto legale con la sua banca dati, oppure l’AI dentro il gestionale dello studio. Il giudizio e la firma restano dell’avvocato.

Ti riconosci? Un collega ti racconta che ormai scrive le lettere ai clienti con ChatGPT. Un altro ti manda la prova gratuita di un prodotto legale. Intanto sulla tua scrivania ci sono tre fascicoli con cinquanta pagine di allegati ciascuno, e il dubbio è sempre lo stesso: quale di questi strumenti mi toglie davvero lavoro, e quale mi fa rischiare di mettere dati riservati dove non dovrei?

Qui trovi come la usano gli studi, le tre strade a confronto, cosa è gratis e cosa costa, i rischi veri e cosa fare questa settimana. Non facciamo nomi di prodotti legali: ti diamo i criteri per sceglierli.

Come viene utilizzata l’intelligenza artificiale dagli avvocati

Gli studi la usano per il lavoro di lettura e di scrittura che precede il ragionamento, non per il ragionamento. Gli usi più diffusi sono questi.

  • Riassumere documenti lunghi. Un contratto di quaranta pagine, un fascicolo di parte, una perizia: in pochi minuti hai i punti principali e sai dove andare a leggere.
  • Preparare prime bozze. Una lettera al cliente, una diffida, una clausola, una relazione. La bozza parte dai dati che fornisci e tu la correggi.
  • Cercare giurisprudenza e norme. È l’uso più delicato: funziona bene solo quando lo strumento cerca in una banca dati vera e cita la fonte, come vedremo più sotto.
  • Estrarre dati dai documenti dei clienti. Importi da estratti conto, date da contratti, nomi da visure: il software legge anche le scansioni e compila i campi della pratica.
  • Controllare e confrontare. Due versioni di un contratto, le clausole che mancano rispetto a un modello, le incoerenze fra date e importi.

In tutti questi casi l’AI fa il primo passaggio e l’avvocato verifica. È un assistente molto veloce che non si stanca, ma che a volte sbaglia con grande sicurezza. Per questo conta la strada con cui lo porti nello studio.

Qual è la migliore intelligenza artificiale per avvocati?

Non esiste una migliore in assoluto: esiste quella adatta al lavoro che vuoi togliere. Le offerte si dividono in tre famiglie, e la domanda giusta è quale famiglia serve al tuo studio, prima di quale prodotto.

1. Le chat generaliste: ChatGPT e Claude

Sono bravissime a scrivere, riassumere e ragionare su un testo che gli dai tu. Sono deboli nella ricerca di sentenze: se non hanno accesso a una banca dati, possono citare decisioni che non esistono. Vanno bene per bozze, riassunti e confronti su documenti che carichi, con un piano a pagamento adatto ai dati professionali.

2. I prodotti legali specializzati

Mettono un modello linguistico sopra una banca dati di norme e sentenze, e rispondono citando la fonte che puoi aprire. Per la ricerca sono la scelta giusta per la maggior parte degli studi. Il limite: lavorano su ciò che sta nella loro banca dati, non sui tuoi fascicoli, e non conoscono il tuo modo di lavorare.

3. L’intelligenza artificiale dentro il gestionale dello studio

Qui l’AI non sta in una finestra a parte: lavora sulle pratiche. Legge i documenti che arrivano, li aggancia al fascicolo giusto, compila i campi, prepara le bozze con i dati della pratica. È la strada per gli studi con molti documenti ripetitivi e un processo proprio. Ne abbiamo parlato in gestionale per studio legale: cosa deve fare davvero.

StradaVa bene perLavora sui tuoi fascicoliRicerca di sentenzeCosto
Chat generalista (ChatGPT, Claude)Bozze, riassunti, confronti su documenti che carichiSolo su ciò che carichi a manoRischiosa senza banca dati: va sempre verificataAbbonamento mensile per persona
Prodotto legale specializzatoRicerca di norme e giurisprudenza con fontiPoco o per nullaÈ il suo punto forteCanone, di solito più alto di una chat
AI nel gestionale su misuraStudi con tanti documenti e un processo proprioSì, pratica per praticaNon è il suo compito: si affianca a un prodotto legaleProgetto iniziale, poi costo d’uso e manutenzione

Per molti studi la combinazione giusta è una chat professionale più un prodotto legale per la ricerca, e basta. Se invece nel tuo studio il tempo se ne va a leggere e ricopiare documenti dei clienti, raccontacelo nel modulo in fondo alla pagina: ti richiamiamo entro 30 secondi e ti diciamo con franchezza se ha senso un progetto.

Esiste un’AI gratuita per avvocati?

Sì, ma non per i dati dei clienti. ChatGPT e Claude hanno versioni gratuite, e molti prodotti legali offrono una prova. Per capire cosa sa fare un modello, su un testo inventato o su una sentenza pubblica, vanno benissimo.

Il problema è cosa ci metti dentro. Le versioni gratuite e personali hanno condizioni diverse da quelle professionali su come vengono conservati i testi e se possono essere usati per migliorare il modello. Per un avvocato, con il segreto professionale e i dati dei clienti, la regola pratica è semplice: nella versione gratuita solo testi senza nomi e senza dati riconoscibili. Per il resto serve un piano professionale con un contratto chiaro sul trattamento dei dati, da far vedere a chi segue la protezione dei dati nello studio.

Quanto costa l’intelligenza artificiale per avvocati

Il costo dipende dalla strada, e la differenza vera sta nel tempo che ti restituisce, non nel prezzo del modello.

  • Chat professionale. Un abbonamento mensile per ogni persona che la usa, nell’ordine di qualche decina di euro. Chi chiede «quanto costa ChatGPT per avvocati» trova qui la risposta: lo stesso prezzo di tutti, con un piano adatto ai dati di lavoro.
  • Prodotto legale. Un canone che varia con il numero di utenti e con le banche dati incluse. Vale la pena chiedere il prezzo per l’intero studio, non per un utente.
  • AI nel gestionale su misura. Un investimento iniziale, poi il costo d’uso del modello, a consumo, e la manutenzione. I nostri progetti partono da 5.000 €: sotto quella cifra conviene restare sulle prime due strade.

Il conto da fare è sulle ore. Quante ore a settimana passa lo studio a leggere allegati, ricopiare dati, rifare lettere simili? Se sono poche, una chat basta. Se sono tante e sempre sugli stessi tipi di documento, lì c’è spazio per un progetto. Da dove si parte per fare questo conto lo spieghiamo in automazione dei processi aziendali.

I rischi da conoscere prima di usarla

I rischi sono tre, e tutti si governano con qualche regola di studio.

  1. Le fonti inventate. Un modello senza banca dati può scrivere una massima plausibile e inesistente. Sono già arrivati nei tribunali atti con sentenze mai pronunciate. Regola: nessuna citazione entra in un atto se qualcuno dello studio non l’ha aperta alla fonte.
  2. La riservatezza. Dati dei clienti solo in strumenti con contratto professionale, e solo quelli necessari. Meglio ancora se i documenti non escono dal gestionale dello studio e al modello arriva solo ciò che serve per quel compito.
  3. Le regole della professione. In Italia la legge sull’intelligenza artificiale del 2025 prevede che nelle professioni intellettuali l’AI resti un supporto al lavoro del professionista e che il cliente venga informato sugli strumenti usati. A questo si aggiungono il regolamento europeo e le indicazioni degli ordini. Il testo preciso e come applicarlo nel tuo studio vanno verificati con il tuo ordine o il tuo consulente: qui ti segnaliamo solo che il tema esiste.

Chi chiede quale intelligenza artificiale usano i giudici trova una risposta simile: la stessa legge riserva al magistrato ogni decisione, e l’AI negli uffici giudiziari può servire all’organizzazione del lavoro, non a decidere. Vale anche per lo studio: l’AI prepara, l’avvocato decide e firma.

Un caso vero: lo studio che non ricopia più i documenti

Legge3 è uno studio legale che segue pratiche di sovraindebitamento. Ogni pratica porta con sé decine di documenti del cliente: buste paga, estratti conto, contratti di finanziamento, dichiarazioni. Spesso arrivano come scansioni storte o foto fatte con il telefono. Prima lavoravano su carta, con faldoni per ogni pratica e documenti da ritrovare ogni volta.

Per loro abbiamo costruito tre sistemi distinti. Il gestionale delle pratiche collega richieste dei clienti, persone, debiti e crediti, report della pratica e contratti, che partono per la firma elettronica e tornano firmati nel gestionale. Un secondo sistema legge con l’intelligenza artificiale i documenti caricati: li riconosce e li classifica, ne estrae i dati (persone, conti, estratti conto) e li collega alla pratica. Un terzo prepara con l’intelligenza artificiale i report e i documenti legali in Word partendo dai documenti fiscali, come CU e 730. La persona dello studio controlla invece di ricopiare. Oggi una pratica sta in un posto solo e si trova senza chiedere a nessuno. Come funziona la lettura dei documenti lo abbiamo spiegato in OCR e intelligenza artificiale.

Il punto non è la tecnologia, che è la stessa di ChatGPT o Claude. È che l’AI lavora sui fascicoli, dentro le regole dello studio, e ogni dato estratto resta verificabile. Una chat separata non può farlo, perché non vede le pratiche.

In pratica: cosa fare questa settimana

  1. Prendi un documento pubblico, una sentenza o un contratto senza nomi, e chiedi a ChatGPT o Claude un riassunto e un elenco di punti critici. In mezz’ora capisci cosa sanno fare.
  2. Scrivi due righe di regole per lo studio: quali strumenti si usano, con quali dati, e che ogni citazione si verifica alla fonte.
  3. Se fai molta ricerca, chiedi la prova di due prodotti legali e mettili alla prova su una questione di cui conosci già la risposta.
  4. Conta per una settimana le ore passate a leggere allegati e ricopiare dati nelle pratiche. È il numero che dice se ha senso l’AI nel gestionale.
  5. Verifica con il tuo ordine o il tuo consulente come informare i clienti sugli strumenti di AI che usi.

Per una panoramica più ampia su cosa fa oggi l’intelligenza artificiale in un’attività, e cosa no, trovi intelligenza artificiale per aziende: cosa fa davvero e cosa no. Se lo studio usa già contratti firmati a distanza, è utile anche come fare la firma elettronica.

Sviluppiamo software da 18 anni e costruiamo gestionali per studi professionali con l’intelligenza artificiale dentro le pratiche, non in una finestra a parte: legge i documenti, prepara le bozze, e la decisione resta a te. Se nel tuo studio il lavoro di lettura e ricopiatura pesa, raccontacelo nel modulo qui sotto: ti richiamiamo e ti diciamo se serve un progetto o se basta una chat ben usata. Qui trovi come lavoriamo sull’intelligenza artificiale per aziende.

Come usiamo l'intelligenza artificiale

Francesco CaruccioFondatore di VELOCIA · software su misura da 18 anni, Milano

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