
Costi e Investimenti
Low-code e no-code: cosa sono e quando conviene il su misura
Low-code: cos'è, in cosa differisce dal no-code, cosa si fa bene con le piattaforme e quando a una PMI conviene invece un software su misura.
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Costi e Investimenti

«Abbiamo tre preventivi e non riusciamo a confrontarli.» È la frase che sentiamo più spesso da chi cerca una software house per la prima volta. Uno propone un canone mensile, uno un prezzo a corpo, il terzo un numero di giornate. Nessuno dei tre spiega cosa succede se il lavoro va male.
Scegliere una software house non è come scegliere il fornitore della cancelleria. Il programma che ti consegnano diventa il posto dove sta il tuo lavoro per anni. Se il rapporto finisce, non cambi semplicemente fornitore: devi trovare qualcuno disposto a mettere le mani su un codice che non ha scritto.
Qui sotto trovi le domande da fare prima di firmare. Sono le stesse che i clienti fanno a noi, perché VELOCIA è una software house e sappiamo dove nascono i problemi. Alla fine rispondiamo anche noi, così puoi confrontare.
Una software house è un’azienda che progetta, sviluppa e mantiene software: gestionali, applicazioni web e per smartphone, collegamenti fra programmi. In italiano si dice anche casa di sviluppo. A differenza di chi rivende i programmi di altri, scrive il codice: un prodotto proprio da vendere a molti clienti, oppure un software su commessa costruito per un cliente solo.
Le due strade sono diverse: il prodotto proprio è uguale per tutti i clienti, la commessa nasce dal modo di lavorare di uno. Molte software house fanno tutte e due le cose, e conviene capire subito quale delle due ti stanno proponendo.
Una software house di solito non vende computer, non gestisce la tua rete e non installa il gestionale di un altro produttore: quello lo fa il rivenditore o il consulente di quel prodotto. Se cerchi un gestionale costruito sul tuo processo, cerca chi scrive codice, non chi lo rivende.
Quante software house ci sono in Italia? Migliaia, di ogni dimensione: dal programmatore che lavora da solo alla società con centinaia di persone. Il numero esatto dipende da come le si conta e non aiuta a scegliere. Aiuta invece sapere che tipo di fornitore hai davanti.
Nessuno dei tre è giusto in assoluto. Se il tuo processo è uguale a quello di mille altre aziende, un prodotto standard con un buon rivenditore è la scelta migliore. Abbiamo scritto quando conviene lo standard e quando il su misura: vale la pena leggerlo prima di chiedere preventivi.
Sei domande. Falle a tutti i fornitori nello stesso modo e confronta le risposte, non i prezzi. Un preventivo si capisce solo dopo.
Persone interne, collaboratori esterni, un’azienda in un altro paese? Non c’è una risposta sbagliata, ma c’è una risposta nascosta. Chiedi di parlare con chi lavorerà davvero sul tuo programma. Se il commerciale è l’unica persona che vedrai, chi conosce il tuo processo non è chi lo tradurrà in codice.
È la domanda che quasi nessuno fa e che conta di più. Il programma che paghi deve essere tuo, con i file sorgenti consegnati e il diritto di farli modificare da altri. Se il contratto parla di «licenza d’uso» su un software su misura, stai pagando per costruire qualcosa che resta di proprietà di chi lo costruisce. A volte va bene, ma deve essere una scelta, non una sorpresa.
Chiedilo prima di iniziare, quando nessuno è arrabbiato. Le cose da mettere per iscritto: i sorgenti e la documentazione vengono consegnati, i dati si possono esportare in un formato leggibile, un altro fornitore può proseguire senza chiedere permessi. Se la risposta è vaga, la vaghezza costerà cara proprio nel momento peggiore.
Prezzo a corpo su un perimetro scritto, oppure a giornate, oppure canone. Ogni formula ha un senso, ma va capito chi si assume il rischio. A corpo il rischio è del fornitore, e per questo il perimetro deve essere preciso. A giornate il rischio è tuo, e serve un modo per controllare l’avanzamento. Il canone va bene se comprende anche la manutenzione e finisce quando finisce il servizio. Su cosa fa il prezzo abbiamo scritto quanto costa un software gestionale su misura.
Una consegna unica alla fine è il modo migliore per scoprire tardi che qualcosa non va. Chiedi tappe intermedie, ognuna con qualcosa che le tue persone possono usare o almeno provare. E chiedi chi decide che una tappa è finita: dovrebbe essere chi userà il programma, non il titolare da solo e non il fornitore.
Il software vive: cambiano le leggi, i fornitori, i tuoi processi. Chiedi come funziona la manutenzione, in quanto tempo rispondono a un blocco, quanto costa una modifica piccola e come si decide una modifica grande. Un fornitore serio ha una risposta pronta, perché è la parte del lavoro che fa tutti i giorni.
Sarebbe strano scrivere queste domande e non rispondere. VELOCIA è una software house su commessa, fondata da Francesco Caruccio, e costruisce gestionali, automazioni e integrazioni sul processo del cliente.
Se a queste domande vuoi le nostre risposte dette a voce, sul tuo caso, siamo a disposizione. Raccontaci il processo: ti diciamo se ha senso un software su misura e, se sì, prepariamo il perimetro e il preventivo.
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Da Legge3 i faldoni li ha sostituiti un gestionale, dalla richiesta del cliente alla firma del contratto. Raccontaci il tuo caso.
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