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Costi e Investimenti

Quanto costa creare un’app aziendale: cosa fa davvero il prezzo

7 min di letturaVELOCIA · Milano

Francesco Caruccio di VELOCIA nel posto di lavoro della responsabile operativa

«Mi serve un’app per i tecnici, quanto costa?» Al telefono la domanda arriva così, in una riga. E in una riga non si può rispondere, perché dietro la parola «app» c’è di tutto: un modulo che i tecnici compilano dal telefono, oppure un programma che legge il gestionale, lavora senza rete in un seminterrato e scarica le foto dell’intervento sulla pratica giusta.

Se stai cercando quanto costa creare un’app per la tua azienda, troverai in rete tabelle con prezzi per tipo di app. Qui non ne trovi: le cifre degli altri non ti dicono niente del tuo progetto. Ti spieghiamo invece cosa fa il prezzo, perché un’app aziendale è diversa dall’app per un’idea personale, quanto costa tenerla viva e quando al posto dell’app basta una web app.

Un’app aziendale non è un’app per un’idea

Buona parte di quello che si legge sui costi delle app parla di prodotti per il pubblico: un’idea, tanti utenti sconosciuti, la speranza di guadagnare con i download. Lì il lavoro è convincere qualcuno a scaricarla e a tenerla sul telefono.

Un’app aziendale ha un problema diverso. Gli utenti li conosci: sono i tuoi tecnici, i tuoi agenti, i tuoi clienti. Non devi convincerli a usarla, devi fare in modo che l’app faccia il loro lavoro meglio del foglio di carta o del messaggio al collega. E quasi sempre deve leggere e scrivere dati che già esistono: clienti, articoli, ordini, interventi, documenti.

Per questo anche la domanda «quanto guadagna chi crea un’app?» qui cambia forma. Un’app aziendale non guadagna: fa risparmiare. Il suo ritorno si misura in ore di lavoro che nessuno ricopia più, errori che non si fanno, informazioni che arrivano in ufficio mentre il tecnico è ancora dal cliente.

Quanto costa creare un’app aziendale: i fattori che fanno il prezzo

Il prezzo di un’app non dipende dal numero di schermate. Dipende da quanto lavoro c’è dietro le schermate. Le voci che pesano davvero sono queste.

  • Il collegamento ai dati. Un’app che vive da sola è semplice. Un’app che deve leggere il gestionale, scriverci dentro e restare allineata è un’altra cosa: ogni scambio va progettato e provato, e dipende anche da come è fatto il gestionale.
  • Il lavoro senza rete. Se chi la usa lavora in cantiere, in magazzino o in campagna, l’app deve funzionare offline e rimettere tutto a posto quando torna il segnale. È una delle parti più delicate.
  • Il telefono come strumento. Fotocamera, lettura di codici a barre, posizione, firma sullo schermo, notifiche. Ognuna di queste funzioni aggiunge lavoro e prove su telefoni diversi.
  • Gli utenti e i permessi. Tutti vedono tutto, oppure il tecnico vede solo i suoi interventi, il capo squadra quelli della sua zona e il cliente solo i propri ordini.
  • Il pannello dietro l’app. Quasi sempre serve una parte da ufficio, sul computer, per assegnare i lavori, controllare, correggere, estrarre report. Spesso vale quanto l’app stessa, e nei preventivi a volte non c’è.
  • Una piattaforma o due. Un’app per i telefoni di un solo sistema operativo, per tutti e due, oppure una web app che gira nel browser di qualunque dispositivo.

La grafica conta meno di quanto si pensi. Conta invece che sia comoda da usare con una mano, con i guanti, sotto il sole: nel nostro team ci sono designer esperti di UX proprio per questo, perché un’app aziendale che i dipendenti trovano scomoda finisce presto dimenticata in fondo al telefono.

Quando basta una web app

Una web app si apre dal browser del telefono, del tablet o del computer, e si può aggiungere alla schermata iniziale con la sua icona. Non passa dagli store delle app, si aggiorna per tutti nello stesso momento e si costruisce una volta sola per tutti i dispositivi. Per molte aziende è la scelta giusta, e spesso te la consigliamo noi.

VoceWeb appApp da installare
Come si usaDal browser, con un’icona sulla schermataSi scarica da uno store o si installa dall’azienda
DispositiviTelefono, tablet e computer con lo stesso lavoroVa preparata e provata per ogni sistema
AggiornamentiImmediati per tuttiPassano dagli store o da un’installazione
Lavoro senza retePossibile, con limitiPiù completo e affidabile
Funzioni del telefonoFotocamera e posizione sì, altre dipendono dal dispositivoTutte quelle che il telefono offre
Quando convieneModuli, consultazione, ordini, uso anche da ufficioUso intenso sul campo, offline, lettori e sensori

La regola pratica: se chi la usa ha quasi sempre la rete e deve compilare, consultare o approvare, parti da una web app. Se lavora spesso senza segnale, legge codici a raffica o ha bisogno di notifiche affidabili, valuta l’app da installare. La differenza è spiegata per esteso in web app o app: quale serve alla tua azienda.

Pubblicare negli store e mantenere l’app: i costi dopo

Una domanda che torna spesso è quanto costa mettere un’app negli store. Per pubblicare serve un account da sviluppatore presso ciascuno dei due store, con una quota di iscrizione che per uno è annuale. Le condizioni cambiano, quindi verificale al momento sulle pagine ufficiali. Per un’app usata solo dai dipendenti ci sono anche strade di distribuzione interna, che vanno valutate caso per caso.

Il costo che conta di più, però, è quello per tenerla viva. Un’app non si scrive una volta per sempre.

  • Gli aggiornamenti dei sistemi operativi: ogni anno i telefoni cambiano versione, e l’app va provata e a volte adattata.
  • Il server: i dati stanno da qualche parte, con le copie di sicurezza, e si paga a canone.
  • I sistemi collegati: se cambia il gestionale, cambia anche il collegamento con l’app.
  • Le richieste di chi la usa: dopo qualche mese i tecnici chiedono un campo in più, un filtro, una stampa. È il segno che l’app funziona, e va messo in conto.

Un preventivo serio dice quanto costa la manutenzione prima che tu firmi. Se non lo dice, chiedilo: è una delle domande che suggeriamo in come scegliere una software house.

Da dove partono i nostri progetti

I nostri progetti partono da 5.000 €. Lo scriviamo subito perché ti fa risparmiare tempo: se stai pensando a un’app per un’idea personale con un budget più piccolo, non siamo le persone giuste, e te lo diciamo al primo contatto.

Sotto quella cifra non si riesce a fare bene quello che un’app aziendale richiede: capire come lavorano le persone che la useranno, disegnare le schermate con loro, collegarla ai dati, provarla sul campo e consegnarla funzionante. Le fasi sono le stesse di qualunque software su misura, e le raccontiamo in come nasce un software su misura.

Un progetto vicino al minimo è di solito una web app con un compito solo, per esempio la raccolta di un modulo dal campo con foto e firma, collegata a un archivio. Salendo si aggiungono il collegamento al gestionale, il lavoro offline, i permessi per ruolo, il pannello da ufficio. L’app sviluppata resta tua, con sorgenti e documentazione.

In pratica

  1. Scrivi chi userà l’app, dove si trova quando la usa e se lì c’è sempre la rete.
  2. Elenca i dati che l’app deve leggere e quelli che deve scrivere, e in quale programma stanno oggi.
  3. Segna le funzioni del telefono che servono davvero: foto, codici a barre, posizione, firma.
  4. Chiediti se basta una web app: se la risposta è sì, parti da lì.
  5. Quando chiedi un preventivo, chiedi anche quanto costano server e manutenzione, e se riceverai i sorgenti.

Sviluppiamo app e web app per aziende da 18 anni, collegate ai dati che l’azienda ha già, e ti diciamo con franchezza quando basta qualcosa di più semplice. Se hai in mente un’app per il tuo lavoro, raccontaci il caso nel modulo qui sotto: ti richiamiamo e capiamo insieme da dove partire. Qui trovi come lavoriamo sullo sviluppo di app aziendali.

Come costruiamo i gestionali su misura

Francesco CaruccioFondatore di VELOCIA · software su misura da 18 anni, Milano

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Legge3Da Legge3 i faldoni li ha sostituiti un gestionale, dalla richiesta del cliente alla firma del contratto. Raccontaci il tuo caso.

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