
Costi e Investimenti
Low-code e no-code: cosa sono e quando conviene il su misura
Low-code: cos'è, in cosa differisce dal no-code, cosa si fa bene con le piattaforme e quando a una PMI conviene invece un software su misura.
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Costi e Investimenti

Il controllo gestionale, o controllo di gestione, è il lavoro con cui un’azienda confronta quello che aveva previsto con quello che sta succedendo, abbastanza presto da poter correggere. In pratica misura costi, ricavi e margini per commessa, cliente o prodotto, spiega perché i numeri si scostano dal budget e dà a chi decide pochi indicatori aggiornati.
«Il fatturato lo so. Quanto guadagno su ogni commessa, lo scopro a fine anno.» Lo dice più di un titolare, e di solito aggiunge che i numeri ci sono tutti: nella contabilità, nel gestionale, nei fogli delle ore, nel magazzino. Il problema è che stanno in quattro posti e nessuno li mette insieme in tempo per decidere. Se ti riconosci, il controllo di gestione è la cosa che ti manca, e non per forza richiede un nuovo software.
Qui trovi cosa fa il controllo di gestione in azienda, in cosa è diverso dalla contabilità, le sue fasi e i suoi strumenti, e poi la scelta pratica: foglio Excel, software pronto o strumento costruito sui tuoi dati.
Il controllo di gestione trasforma i numeri dell’azienda in risposte a domande precise, in tempo per decidere. La contabilità ti dice com’è andata, per il fisco. Il controllo di gestione ti dice come sta andando adesso, per te.
In una PMI le domande sono quasi sempre le stesse: quanto margine lascia ogni commessa, cliente o prodotto; quali costi stanno crescendo più del previsto; se a questo ritmo arriviamo all’obiettivo dell’anno; quanta cassa avremo fra tre mesi. I compiti che ne derivano sono questi:
Chi lo fa? Nelle aziende più strutturate c’è un controller, una persona dedicata. In una PMI il lavoro lo fanno di solito il responsabile amministrativo, il titolare e il commercialista, ciascuno per un pezzo. Il rischio è che, essendo di tutti, alla fine non lo faccia nessuno con regolarità.
Le due attività usano in parte gli stessi numeri, ma rispondono a domande diverse. La confusione nasce qui: molti titolari pensano di avere un controllo di gestione perché il commercialista manda il bilancio ogni trimestre.
| Domanda | Contabilità generale | Controllo di gestione |
|---|---|---|
| Per chi | Fisco, banche, soci | Chi guida l’azienda |
| È obbligatoria? | Sì, con regole di legge | No, le regole le decide l’azienda |
| Come guarda i costi | Per natura: affitti, stipendi, materiali | Per destinazione: quale commessa, quale prodotto, quale cliente |
| Quando | A chiusura del periodo | Durante, il prima possibile |
| Guarda | Soprattutto al passato | Al passato per correggere il futuro |
La contabilità è la base: i costi registrati lì sono gli stessi che il controllo di gestione ridistribuisce. Per questo il commercialista è quasi sempre coinvolto nell’impostazione, anche quando il lavoro di tutti i giorni lo fa qualcun altro.
I manuali descrivono il controllo di gestione come un giro che si ripete, di solito ogni mese. Le fasi sono quattro:
Alcuni testi parlano di tre fasi, guardando al tempo: il controllo preventivo (prima, con il budget), quello concomitante (durante, mentre il lavoro si fa) e quello consuntivo (dopo, a periodo chiuso). È lo stesso giro visto da un’altra angolazione. Nelle PMI la fase che si inceppa è quasi sempre la seconda: misurare costa fatica, i dati arrivano tardi, e senza dati puntuali le altre fasi girano a vuoto.
Qualunque programma tu scelga, dentro devono esserci questi strumenti. Sono i nomi che trovi nei manuali, spiegati per chi guida un’azienda:
Nessuno di questi strumenti è difficile da capire. La parte faticosa è un’altra: avere i dati giusti, puliti e aggiornati, nel momento in cui servono. Ed è qui che entra in gioco il programma che usi.
Quasi tutte le PMI cominciano da un foglio Excel, ed è giusto così. Per un’azienda piccola, con un responsabile amministrativo che conosce bene i numeri, un buon foglio di budget e consuntivo è lo strumento più rapido ed economico che ci sia. Il foglio comincia a cedere quando succede una di queste cose:
Sono gli stessi segnali che descriviamo per i gestionali in gestionale in Excel: quando basta e quando è ora di cambiare. Il foglio non è sbagliato: è arrivato al limite di quello che può reggere.
Un software pronto basta quando i dati che ti servono stanno quasi tutti in un programma che il prodotto sa già leggere. I migliori sono strumenti seri: leggono la contabilità, hanno i modelli di budget, i report per centro di costo e i cruscotti. Molti grandi gestionali per le PMI hanno un modulo di controllo di gestione che si attiva a parte. Il lavoro è soprattutto di impostazione, con il commercialista o un consulente. Prima di comprare, chiedi una prova con i tuoi dati veri e chiedi chi costruisce i collegamenti con i programmi che il prodotto non legge da solo: è lì che i preventivi crescono.
Il su misura serve quando il problema non è il cruscotto, ma i dati che ci finiscono dentro. Succede spesso nelle aziende che lavorano su commessa o su pratica: le ore stanno in un programma, i materiali in un altro, i costi dei fornitori in contabilità, i ricavi nelle fatture, e il legame fra tutti questi numeri non lo tiene nessun programma. Lo tiene la memoria di qualcuno. In questi casi il nostro lavoro ha tre parti:
| Voce | Excel | Software pronto | Su misura |
|---|---|---|---|
| Costo iniziale | Quasi nullo | Canone più impostazione | Investimento, da 5.000 € per i nostri progetti |
| Da dove arrivano i dati | Copiati a mano | Dai programmi che il prodotto sa leggere | Da tutti i programmi che usi, collegati |
| Tempo per avere i numeri | Giorni a fine mese | Rapido se i dati sono già in ordine | Aggiornati di continuo |
| Regole dell’azienda | Nelle formule, fragili | Quelle previste dal prodotto | Le tue, scritte nel programma |
| Quando conviene | Azienda piccola, pochi dati | Dati quasi tutti in un programma | Commesse, pratiche, dati sparsi |
Se i tuoi dati sono sparsi in tre o quattro programmi e il report arriva sempre a mese finito, raccontacelo nel modulo in fondo alla pagina: ti richiamiamo entro 30 secondi e ti diciamo con franchezza se ti basta un prodotto pronto.
Spesso il controllo di gestione su misura non è un programma a sé: è la parte che manca a un gestionale delle commesse. Ne parliamo in gestione delle commesse: perché il foglio condiviso smette di reggere. E se non ti è chiaro dove finisce il gestionale e dove comincia un sistema più grande, può esserti utile ERP o gestionale: la differenza. Nessuna delle tre strade sostituisce la testa di chi legge i numeri: il software raccoglie e mostra, le decisioni restano a te.
Il nostro team sviluppa da 18 anni gestionali su misura e collegamenti fra programmi, ed è proprio questo lavoro che rende possibile un controllo di gestione fatto sui dati veri. Se i tuoi numeri sono sparsi e il report arriva sempre troppo tardi, raccontaci il caso nel modulo qui sotto: ti richiamiamo e capiamo insieme da dove partire. Intanto puoi vedere come lavoriamo nella pagina sul software gestionale su misura.
Parliamone
Raccontaci come lavori oggi: quali file usi, quali passaggi fai, chi fa cosa. Non serve una specifica tecnica. Ti richiamiamo entro 30 secondi e ne parliamo.
Da Legge3 i faldoni li ha sostituiti un gestionale, dalla richiesta del cliente alla firma del contratto. Raccontaci il tuo caso.
Ti richiamiamo entro 30 secondi.
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